oliosutela

Friday, July 07, 2006

Mi soffermo sulla figura di mio padre.
Così. Per caso.
O,forse,per illuminazione.
Assenza,disagio.

(Mia madre.
Ansia,presenza,asfissia,ripetizione,ossessione.)

Torno a mio padre.
Trovo con maggiore facilità simboli per definire mia madre…
Forse,maggior contatto.
Probabilmente,maggiore stabilità e coerenza.
Facilmente,una maggiore apertura al mondo.

Mio padre,sempre troppo perso nella estenuante ricerca di una propria identità,
per essere vissuto da noi,figlie bambine.
Spugne immerse in acque con troppe contrastanti correnti.
Noi,figlie della contraddizione.

Fatico tutt’ora per restare a galla,dopo tutto il torbidume bevuto.
Ero io a non essere all’altezza delle attenzioni di mio padre.
Ero io a non meritarmele.
Ero io poco interessante.
Avevo io poche cose da dire,poche emozioni da trasmettere.
Sono io che ora capisco che non era colpa mia.
È lui fatto così.
Ma è troppo tardi.
L’ansia da rifiuto sta a me come l’afa sta all’estate in questo schifo di città.

Questo opprimente senso di inadeguatezza.
Scopro di poter essere definita una personalità complessata.
Cerco di ritornare alle origini dei miei traumi.
Perché ho ormai smascherato l’origine indotta delle mie paranoie.
Il più sarebbe riuscire a riviverle,per sconfiggerle.
Almeno secondo Freud.

Non ho mai creduto alla psicoterapia.

Thursday, July 06, 2006

ebbene...
sciolta la tensione.
rotto il ghiaccio con due belle poesie...

ma questo non mi aiuta a buttarmi fuori.
sono in ansia creativa,
vuota come il letto di un fiume in un periodo di secca.
lenta a partorire parole come se non avessi niente da dire.
lascio la profondità al di fuori.
non è proprio il momento di farsi troppe domande:
il loro avvicinarsi taglia l'aria,
lascia senza respiro.

è come dice emily:
è facile indagare l'esterno.
arduo avvicinarsi all'interno.
etichetta.
imbarazzo.
terrore.

'Di pianeti e di fiori
facciamo conoscenza,
ma quando si tratta di noi
c'è l'etichetta
l'imbarazzo
e il terrore.'

emilydickinson

oliosutela

' io canto per consumare l'attesa-
allacciare la cuffia,
chiudere la porta di casa,
non mi resta nient'altro da fare,

fin quando,all'avvicinarsi del suo passo finale
viaggeremo verso il Giorno
raccontandoci di come abbiamo cantato
per tenere lontana la Notte.'

emilydickinson

Tuesday, July 04, 2006

oliosutela

oliosutela